Ormai ti è chiaro che la notazione posizionale e quella frazionaria sono 2 modi diversi ma equivalenti per esprimere un numero razionale. Se pensi che sia finita qui... ti sbagli alla grande! Guarda che cosa ha appena scoperto Hermione...
Esiste una terza notazione possibile per esprimere un numero razionale (ma non solo), che ha sempre a che fare con le frazioni, ma che ha un fascino tutto suo: la frazione continua.
Una frazione continua aritmetica è una sequenza ordinata di n numeri naturali a1, a2, ... , an, detti quozienti parziali della frazione continua. Si tratta, cioè, di una n-upla di numeri naturali, il cui significato è il seguente:
Esempio:
Si tratta di una frazione di frazioni unitarie, incapsulate l'una nella precedente, come una matrioska o un castello di frazioni!
Se n è un numero finito, la frazione continua si dice limitata e si può ridurre l'espressione che essa esprime.
Esempio:
Infatti:
Che cosa hai ottenuto, riducendo la frazione continua limitata? Una frazione, cioè un numero razionale. Proviamo a generalizzare...
Poiché la somma di frazioni è ancora una frazione, possiamo, quindi, dedurre che:
ogni frazione continua aritmetica limitata esprime un numero razionale.
Ti si accende una domanda? Sorge spontaneo chiedersi se valga il reciproco: ogni numero razionale può essere espresso da una frazione continua aritmetica limitata? Altrimenti detto: le frazioni continue sono una terza notazione per esprimere i numeri razionali? Ebbene sì!!!
Si può dimostrare (ma qui non lo faremo) che vale anche il viceversa:
ogni numero razionale può essere espresso da una frazione continua aritmetica limitata.
Essa non è unica (quindi ce n'è più di una); se ne può sempre determinare una con un algoritmo che è utilizzato anche per determinare il MCD fra 2 numeri: l'algoritmo di Euclide.
Sissignore, sì, si tratta ancora di lui, di quell'Euclide che già conosci e del suo algoritmo che hai già visto...
Nell'algoritmo di Euclide si esprime in numero misto la frazione iniziale, ottenendo la somma di un intero (che corrisponde al primo termine della n-upla) e di una seconda frazione che viene espressa come frazione unitaria con denominatore la sua reciproca. A quest'ultima si itera il procedimento.
Esempio:
da cui:
Altrimento detto:
si divide il numeratore per il denominatore, ottenendo un 1° resto;
quindi si divide il denominatore per il 1° resto, ottenendo un 2° resto;
poi si divide il 1° resto per il 2° resto, ottenendo un 3° resto;
quindi si itera il procedimento, facendo in modo che il resto di ciascuna divisione sia il divisore della successiva, fino a quando l'ultimo resto sarà 0.
Il MCD fra numeratore e denominatore è il penultimo resto, cioè l'ultimo diverso da 0.
Esempio:
E se la frazione fosse propria? Come si può svilupparla in frazione continua?
Nel caso delle frazioni proprie, si considera la corrispondente frazione reciproca (che, in quanto tale, è impropria), sviluppandola nella sua frazione continua [a1, a2, ... , an], e poi se ne considera come sviluppo il seguente: [0, a1, a2, ... , an].
Esempio:
Forse ti starai chiedendo se, oltre a esprimere bellezza, le frazioni continue servano a qualcosa d'altro in aritmetica o siano soltanto un'alternativa accattivante...
Rispetto alla notazione posizionale, le frazioni continue hanno il vantaggio di non dipendere dalla base del sistema di numerazione.
Inoltre, sono utili per la risoluzione delle equazioni diofantee e nella crittografia: possono essere impiegate per violare il sistema di cifratura RSA.
Ora ti faccio io una domanda: se invece la frazione continua NON fosse limitata? A quali numeri corrisponderebbe? A numeri che hanno fatto fatica ad essere accolti, quando si pensava che oltre ai razionali non esistesse altro: i numeri irrazionali cioè i numeri decimali illimitati non periodici!
Le frazioni continue forniscono le migliori approssimazioni razionali di un numero irrazionale. Infatti, troncando una frazione continua a un certo punto, si ottiene una frazione ridotta ai minimi termini che è la più vicina al numero reale tra tutte quelle che hanno un denominatore uguale o più piccolo.
Esempio:
consideriamo π. Le frazioni continue generano approssimazioni storiche famose come 22/7 o l'estremamente precisa 355/113. Quest'ultima è incredibilmente accurata (meno di un milionesimo di errore) pur avendo un denominatore relativamente piccolo.
Inoltre, le frazioni continue in certi casi superano l'impossibilità di esprimere interamente un numero irrazionale per la mancata periodicità delle cifre decimali: infatti, alcuni di essi possono essere espressi da frazioni continue di cui si conoscano tutti i termini; ciò è analogo a quanto accade per la notazione posizionale per i decimali periodici, per questo tali frazioni continue sono dette periodiche.
Esempio:
il numero aureo φ non è interamente esprimibile in notazione posizionale, mentre lo è in frazione continua, poiché tutti i suoi quozienti parziali sono tutti 1:
Bene, allora immergiamoci ora nell'insieme 𝕀 dei numeri irrazionali!